• di Dario Castelli e Fabio Colazzo

    Senegal, Vietnam, Djifère e Dânang. Badou è nato buddista in Vietnam, da dove è partito a 12 anni insieme al padre senegalese e la madre vietnamita, ed è approdato musulmano in Senegal. La Francia esce dalla guerra. De Gaulle offre 100mq di terra francese ad ogni combattente del battaglione africano di servizio in Vietnam, il padre di Badou declina l’invito.

    Ora Badou ha 61 anni e una famiglia enorme; vive di pesca a Djifère , baraccopoli di pescatori al confine con la Gambia sul delta del Sine-Saloum, in una casa che è anche ristorante a venti metri dall’oceano, su una spiaggia che è anche discarica del villaggio. Ci dichiara che nel 2007 vorrebbe partire per la sua terra d’origine, il Vietnam, saranno esattamente 50 anni che è partito; oltre al ricordo mantiene in perfetta conservazione anche la lingua d’origine, vuole incontrare lo zio che lo allevava durante la guerra, l’altra famiglia. Due rami sono fioriti diversamente .

    Badou vuole riconquistare e riscoprire una parte di sé per poi tornare e finalmente sedersi, o almeno così ci dice… dovrà pur giustificar alla moglie! E poi un tè, una cena, mille figli e mille capre, una sigaretta. La sabbia, il mulo, e l’enorme monnezza. L’unione è semplice. La sensibilità lega gli individui più di qualsiasi criterio socio-culturale.

    Ci chiede di accompagnarlo in questo viaggio e noi non abbiamo ancora tirato fuori la telecamera. Dovremo farglielo ripetere. Mangiando riso e pesce e pesce e riso, sembra un po’ tutto fuori luogo.

    Senegal, Vietnam, passando dalla Francia, o Italia…e chissà da Bangkok quanti treni prenderemo sino a Dânang, quanto d’altro potrà essere coinvolto.

    Il documentario sarà un viaggio verso un incontro, un pedinare osservativo di passi e parole dove sapremo fermarci affinché probabili lacrime non rovinino il racconto.

Pubblicato in: Fabio Colazzo, Video