• storie di riserva, i coloni della foresta in Nicaragua.

    di Paolo Bosio

    2006, Nicaragua, Dipartimento del Rio San Juan, Sudest selvaggio, incontaminato, isolato, perla naturalistica di inestimabile valore, il regno dell’acqua, dei vulcani e della foresta. Biodiversità, una parola che qui è di casa, a testimoniare l’enorme varietà di specie, di forme di vita, di paesaggi, di passaggi e di incontri.

    La Grande Riserva Indio-Mais è parte di questo pezzetto di paradiso, la più grande e conservata riserva del Centroamerica, una delle foreste pluviali più importanti del mondo.

    La Grande Riserva Indio-Mais è sempre più piccola: ai confini teorici, burocratici, stabiliti, si contrappongono i confini reali, umani e pieni di contraddizioni della frontiera agricola che avanza, dell’insediamento dei coloni e della deforestazione. Al regno dell’albero si sostituisce il mondo del potere politico, dell’interesse economico, dell’ignoranza, della corruzione e dello sfruttamento,  e così, come sempre, l’albero  viene tagliato e il suolo bruciato.

    La pressione sui confini della Riserva è costante e spietata, negli ultimi trenta anni le multinazionali del legno hanno abbattuto metà delle risorse forestali del dipartimento, e centinaia di famiglia di coloni in fuga dalla miseria del dopoguerra ne hanno occupato le terre, disboscando per coltivare e allevare.

    In una delle comunità di coloni sorte illegalmente all’interno della Riserva si incontrano, un giorno, Vicente, maestro elementare e attivista della più importante associazione ambientalista Nicaraguese, e Fernando, contadino, colono, taglialegna, leader della comunità in cui vive.

    Vicente e Fernando parlano di ambiente, di Nicaragua, di vita, di sofferenza e speranza. Le loro riflessioni di uomini semplici, di pionieri di terre lontane e selvagge, sono uno sguardo disincantato e cosciente su una delle più grandi contraddizioni del mondo di oggi: la conservazione dell’ambiente e la cinica spietatezza del modello di sviluppo contemporaneo. Nelle ragioni di entrambi, altrettanto vere e imprescindibili, si intravedono la sofferenza, le difficoltà e il disincanto. Nell’intelligenza e nell’apertura del loro dialogo si intravedono le soluzioni.

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