Mi chiamo Fatma, cinque anni fa sono venuta in Italia per studiare fotografia, sono fuggita dalla mia famiglia. La mia è una famiglia curda grande come una tribù, e come in ogni tribù molte decisioni sulla vita dei singoli individui vengono prese collettivamente, secondo leggi antiche. Mio padre vive in bilico tra le sue idee progressiste di gioventù e il ruolo di custode delle tradizioni che oggi riveste. A causa della sua rigidità ho sempre avuto paura di parlargli liberamente della vita che conduco a Torino, della mia convivenza con un ragazzo italiano che si chiama Davide. Io e Davide siamo intenzionati a sposarci e a vivere insieme e non vogliamo più mantenere segreta la nostra relazione. Così abbiamo deciso di annunciare il nostro fidanzamento durante l’estate. Prima di trovare il coraggio di parlare con mio padre ho voluto stare alcuni giorni con lui, e provare a riavvicinarmi. L’occasione è stata il matrimonio di una parente, nel villaggio dell’est dove tutt’oggi vive parte della mia famiglia. Così io e mio padre siamo partiti insieme e mentre io pensavo al mio fidanzamento ho ascoltato le storie d’amore e di matrimoni combinati di alcune mie cugine. Io mi chiedevo: cosa può pensare mio padre di tutto ciò? Come possono vivere in lui queste contraddizioni e come prenderà la notizia del mio fidanzamento? Sentivo la tensione crescere dentro di me e intanto Davide arrivava a Istanbul con la sua famiglia in attesa del momento dell’annuncio. E alla fine ho trovato il coraggio di dire a mio padre che voglio sposare un ragazzo italiano.
regia: Adonella Marena/ djanet_film